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Gioacchino Dangelo e Valdan Security Group: un’impresa di famiglia

Gioacchino Dangelo e Valdan Security Group: costruire un’impresa tra famiglia, sicurezza e visione

Entrare nell’azienda di famiglia può sembrare un percorso già scritto. In realtà, significa spesso trovare il proprio spazio all’interno di una storia iniziata da qualcun altro e assumersi la responsabilità di farla crescere.

È uno dei temi centrali dell’intervista a Gioacchino Dangelo, General Manager di Valdan Security Group, protagonista di una puntata di Blue Sheep Factory dedicata a impresa, sicurezza, crescita professionale e rapporto tra generazioni.

Valdan Security Group nasce nel 2018 dall’esperienza di Giuseppe Dangelo nel settore della sicurezza. Gioacchino entra nello stesso anno come responsabile amministrativo, viene nominato General Manager nel 2021 e successivamente CFO dopo la laurea in Economia Aziendale. Oggi affianca la direzione del gruppo e ne segue lo sviluppo operativo e strategico.

 

Dall’idea di diventare carabiniere al mondo della security

Da giovane, il percorso immaginato da Gioacchino era differente.

Il suo obiettivo era entrare nell’Arma dei Carabinieri, seguendo una vocazione legata alla sicurezza che, anche se in una forma diversa, sarebbe rimasta centrale nella sua vita professionale.

Nel 2018 sceglie infatti di affiancare il padre Giuseppe nella nascita e nella crescita di Valdan Security Group.

Non si tratta semplicemente di entrare in un’impresa di famiglia. Significa imparare un settore complesso, assumersi responsabilità crescenti e contribuire alla costruzione di una struttura aziendale capace di operare su scala nazionale.

Negli anni Gioacchino passa dall’area amministrativa alla gestione generale, accompagnando l’evoluzione di Valdan verso un modello sempre più organizzato e strutturato.

 

La sicurezza è prima di tutto responsabilità

Quando si parla di security, dall’esterno è facile pensare soprattutto alla presenza fisica degli operatori.

Dietro ogni servizio esiste invece un lavoro molto più ampio fatto di organizzazione, coordinamento, analisi delle esigenze del cliente e gestione delle persone.

Valdan Security opera nella consulenza e nella gestione di servizi di sicurezza, con attività che comprendono servizi fiduciari, coordinamento della vigilanza e gestione operativa su scala nazionale. L’azienda descrive il proprio modello come basato su un referente dedicato e su processi strutturati.

È anche da questo punto di vista che il ruolo di Gioacchino assume significato: trasformare l’esperienza maturata sul campo dalla generazione precedente in processi capaci di sostenere la crescita dell’impresa.

 

Crescere senza perdere il rapporto con le persone

Uno dei temi che emerge maggiormente dalla storia di Valdan è quello delle persone.

Gli operatori non sono soltanto il volto del servizio: sono il principale punto di contatto tra l’azienda e i clienti.

Per questo fiducia, preparazione e senso di responsabilità diventano parte integrante della qualità offerta.

Nell’intervista Gioacchino racconta anche il valore dell’inclusione lavorativa. Valdan Security Group è stata riconosciuta nell’ambito del programma Welcome. Working for Refugee Integration di UNHCR, dedicato alle aziende impegnate nell’inserimento lavorativo delle persone rifugiate. Il gruppo compare tra le aziende premiate da UNHCR e ha dichiarato di aver inserito 16 rifugiati nel proprio organico nel 2024.

La crescita, in questa prospettiva, non riguarda soltanto fatturato o presenza sul territorio.

Riguarda anche le opportunità che un’azienda riesce a creare.

 

Una storia familiare che guarda avanti

Il rapporto tra Giuseppe e Gioacchino Dangelo rappresenta inevitabilmente una parte importante della storia di Valdan.

Da una parte l’esperienza maturata in oltre venticinque anni nel mondo della security. Dall’altra una generazione che porta nuove competenze manageriali e una prospettiva differente sulla crescita dell’azienda.

Due percorsi diversi che oggi convivono all’interno dello stesso progetto.

La storia raccontata a Blue Sheep Factory parla quindi di sicurezza, ma anche di passaggio generazionale, responsabilità e costruzione di un’identità professionale.

Perché entrare nell’impresa di famiglia non significa necessariamente seguire una strada già tracciata.

Può significare contribuire a disegnarne la parte successiva.