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Alessandro Scifo: come misurare davvero l’impatto sociale

Alessandro Scifo e Impacto: l’impatto sociale oltre gli slogan

Sostenibilità, inclusione e responsabilità sociale sono entrate stabilmente nel linguaggio delle aziende e delle organizzazioni. Ma dichiarare di generare impatto è molto diverso dal poterlo dimostrare.

È su questa distinzione che si concentra l’intervista con Alessandro Scifo, co-founder del Centro Studi Impacto, ospite di Blue Sheep Factory per parlare di dati, strategia, partnership e misurazione.

 

L’impatto deve poter essere dimostrato

Ogni progetto nasce generalmente con un obiettivo positivo.

Creare inclusione, migliorare un territorio, aiutare una comunità o generare nuove opportunità.

Ma una buona intenzione non rappresenta automaticamente un risultato.

Per sapere se un progetto abbia funzionato è necessario raccogliere dati attendibili, individuare indicatori e confrontare ciò che ci si aspettava con ciò che è realmente accaduto.

La misurazione permette quindi di uscire dalla percezione e trasformare l’impatto in qualcosa di osservabile.

E questo significa anche essere disponibili ad accettare risultati differenti rispetto alle aspettative iniziali.

 

Il rischio del social washing

Quando la comunicazione arriva prima della misurazione può nascere un problema: raccontare un impatto che non è ancora stato realmente dimostrato.

È il terreno del cosiddetto social washing, ovvero una narrazione della responsabilità sociale più forte delle evidenze che dovrebbero sostenerla.

Il problema non riguarda soltanto la credibilità verso l’esterno.

Se un’organizzazione considera automaticamente positivo ciò che sta facendo, perde anche la possibilità di comprendere dove il progetto possa essere migliorato.

I dati servono quindi non soltanto a comunicare.

Servono soprattutto a prendere decisioni migliori.

 

Non esiste una strategia valida per tutti

Un altro aspetto affrontato da Alessandro riguarda l’idea che ogni organizzazione debba necessariamente utilizzare gli stessi strumenti.

Non tutte le realtà hanno gli stessi obiettivi, le stesse risorse o lo stesso contesto.

La progettazione dell’impatto deve quindi partire da una domanda precedente a tutte le altre: cosa ha realmente senso misurare?

Costruire sistemi complessi soltanto perché l’impatto sociale è diventato un tema centrale rischia di produrre maggiore burocrazia senza generare maggiore valore.

Il metodo deve invece adattarsi alla realtà nella quale viene applicato.

 

Il valore delle partnership

Quando i problemi diventano complessi, difficilmente una sola organizzazione possiede tutte le competenze necessarie per affrontarli.

Per questo il networking e le partnership assumono un ruolo fondamentale.

Mettere in relazione enti, aziende, professionisti e organizzazioni differenti permette di unire competenze, esperienze e prospettive.

Generare impatto significa quindi anche sapere con chi costruirlo.

E soprattutto comprendere che il risultato più importante non è poter dichiarare di aver fatto qualcosa di positivo, ma essere in grado di dimostrare che quel cambiamento è realmente avvenuto.